Giovanni Carboni WeBLog

 

Contagi stabili: ecco cosa vuol dire

Un titolo ambiguo con cui aprono molti telegiornali è "stabili i contagi".  Pronunciata senza nessuna intonazione di allarme, con questa frase  si vuol veicolare l'idea che la stabilità, percepita in genere come qualcosa di positivo, sia il meglio che possiamo attenderci. L'idea è che nella tragedia del Covid la stabilità sia massimamente auspicabile, perché l'opposto della stabilità sarebbe la crescita incontrollata, il che è falso. E comunque  saremmo di fronte a una legge di natura immutabile, il Covid seguirebbe le sue logiche imperscrutabili e vano sarebbe cercare di opporsi. 

In realtà stabilità significa più infetti e soprattutto più morti. Stabilità è convivere con l'epidemia, ma mentre convivere con un male di cui non esiste cura è inevitabile per il malato cronico, in questo caso sappiamo che la cura esiste. Esiste e infatti già l'abbiamo utilizzata con successo durante la prima fase dell'epidemia, ma anche altri paesi la stanno utilizzando in questo momento. 

Ovvio che non parliamo di cure definitive, in quanto solo il vaccino lo è, ma nondimeno sarebbe desiderabile cercare di limitare al minimo il numero di morti prima che siamo riusciti a vaccinare tutta la popolazione. Purtroppo procedendo di questo passo, a forza di "contagi stabili", arriveremo ad aggiungere ancora qualche decina di migliaia di morti ai quasi 100.000 che già abbiamo avuto. 

 Ma cosa è cambiato rispetto alla prima ondata che ha fatto oltre 35.000 morti, in questa seconda ondata che ne ha già fatti oltre 50.000 ?

Dato che le curve degli infetti non sono molto affidabili a causa delle variabili modalità con cui sono fatti i tamponi, è più opportuno utilizzare le curve dei decessi giornalieri. Sotto si vede l'andamento dei decessi nei mesi che sono seguiti al picco della prima ondata,  L'asse verticale è in scala logaritmica, pertanto l'andamento esponenziale è rappresentato da una linea retta. E'evidente l'opportunità della scala logaritmica: i decessi passano dagli iniziali circa 919 il giorno del picco a circa 5 al giorno dopo circa 4 mesi: variano di oltre due ordini di grandezza. 

dec prima onda

Prima ondata. Il picco dei decessi è avvenuto il 26/3/20 (giorno 86) con 919 morti.

 

Per una funzione esponenziale decrescente si definisce un tempo di dimezzamento. In questo arco di tempo la funzione si dimezza. La linea rossa in figura ha un tempo di dimezzamento (T1/2)  di 16 giorni: dopo 48 giorni (tre tempi di dimezzamento) si riduce a (1/2)×(1/2)×(1/2) = 1/8 e così via. 

Cosa ci dice la figura? Che le caratteristiche intrinseche del Covid-19 unite alle misure  di confinamento, distanziamento e protezione individuale applicate l'anno scorso hanno permesso di ridurre in 4 mesi i decessi da 900 al giorno a 5 al giorno. Significa anche che per 4 mesi le  misure suindicate hanno mantenuto Rt intorno a 0,61 e che siamo stati molto bravi per mantenere queso valore per vari mesi. 

Se il virus mutasse in peggio per mantenere Rt = 0,61 servirà uno sforzo extra. Difficile ma certamente non impossibile. 

Nella seconda ondata però le cose stanno andando assai diversamente. Dopo un picco di decessi il 3/12/20 ci saremmo potuti attendere un calo rapido dei contagi e dei decessi. Oggi, 19/2/21, 77 giorni dopo, ci saremmo dovuti attendere circa 20 morti al giorno se avessimo attuato le stesse misure della prima ondata. Invece siamo a dieci o 15 volte tanto. 

Qui sotto il grafico dell' Italia in cui, per ridurre le fluttuazioni giornaliere si è fatta la media mobile su 7 giorni. La fonte del grafico e di quelli successivi è il sito Worldometer Coronavirus.

 

 

Italia1

In 77 giorni i decessi si sono ridotti del 58% rispetto al picco.

SVIZZERA

Svizzera1

La Svizzera ha avuto il picco quasi in contemporanea con l'Italia. In 75 giorni i decessi si sono però ridotti dell' 80%  ossia ben più che in Italia. 

GERMANIA

Germania1 

In Germania il picco è avvenuto un mese dopo quello italiano, il 10/1/2021, con 905 morti. In 40 giorni i decessi si sono ridotti del 51%.  Un calo poco maggiore di quello italiano ottenuto però in un tempo circa la metà.

REGNO UNITO

 

UK1

Nel Regno Unito il calo è stato del 58% in un tempo di appena 27 giorni. E'possibile che il buon risulatato sia anche dovuto alle vaccinazioni (ormai  oltre 16 milioni almeno di prime dosi).  

FRANCIA

 Francia1

Il calo del numero di morti giornalieri è appena del 46% su un arco di tre mesi, lentissimo. 

Per semplificare il confronto facciamo l'ipotesi che il calo sia esponenziale come durante la prima ondata. In realtà, guardando i grafici,  questa assunzione è discutibile ma è anche ottimista perché una decrescita non esponenziale sarebbe presumibilmente più lenta.  Calcoliamo quindi il tempo di dimezzamento T1/2. I risultati sono riassunti nella tabella sotto:

 

   Decessi al picco (data)  Incidenza (per 105) Decessi il 19/02/21  T1/2 (giorni) 
 Regno Unito  1248   (23/1/21)  1,87 519 31
Svizzera 100 (5/12/20) 1,18   20 32
Germania 905  (10/1/21)  1,09 441 39
 Italia  741    (3/12/20)  1,23  313 62
Francia  667  (19/11/20)   1,00   359  149

 

 E' evidente a tutti che le misure prese in Italia in questa seconda ondata sono assai più blande di quelle delle prima e non vale la pena di elencare le differenze: ognuno può benissimo fare il confronto. La conseguenza non è causata dal destino, ma delle scelte che il governo, le autorità sanitarie, il CTS e così via hanno fatto. Questa scelta è facile da quantificare in termini di morti in più, e ciascuno può cercare di darsi  una spiegazione di quale sia stata la contropartita economica/sociale vera o presunta.  Purtroppo, come si vede dalla tabella, nemmeno i paesi "virtuosi" hanno raggiunto il valore di T1/2 = 16 giorni ottenuto da noi (e da altri, non si deve negarlo) nella prima ondata. Ma noi lo abbiamo adirittura quadruplicato. 

Dato che, per quel che si è detto sopra, T1/2 è collegato al tipo di misure sanitarie che sono state prese, sarebbe a questo punto auspicabile uno studio comparato delle misure prese nei diversi paesi. Questo studio dovrebbe essere prioritario per le nostre autorità, dato che permetterebbe di mettere da parte interventi inutili sul piano dell'epidemia ma dispendiosi economicamente  e di concentrarsi su quelli realmente efficaci. Qui si possono solo azzardare delle ipotesi sulle differenze fra i paesi di cui sopra. Vediamole:

 

Screenshot 2021 02 22 175732Screenshot 2021 02 22 180441Screenshot 2021 02 22 180902

 

  1.  Mascherine obbligatorie: dappertutto.
  2.  Tutti i paesi hanno previsto misure simili contro gli assembramenti. 
  3. Scuole: chiuse in Germania e Regno Unito. Aperte in Francia, Svizzera e ltalia 
  4. Ristoranti e i bar chiusi dappertutto eccetto che in Italia in zona gialla (cioè quasi tutto il paese)
  5. Negozi non di alimentari o di generi di prima necessità: chiusi dappertutto eccetto che in Italia e Francia (in Francia chiusi se più estesi di 20.000 mq) 
  6. Spostamenti fra comuni e regioni: vietati solo in Italia
  7. Coprifuoco notturno: solo in Italia e Francia

 Forse sarebbe legittimo domandarsi l'utilità delle misure f)  e g) e magari concentrarsi concentrarsi maggiormente su b), d),  e). Per il punto b) ovviamente conta quanto la norma viene fatta rispettare.