Confronto Italia e Regno Unito
Alla pagina "Contagi stabili?" abbiamo fatto un confronto tra le velocità di discesa dell'epidemia fra l'Italia e altri quattro paesi europei.
Qui cerchiamo di approfondire la differenza con il Regno Unito, esaminando il tasso di decrescita dei decessi. Perché usiamo i decessi? Perchè il numero dei decessi è la variabile meglio definita. Mentre il numero di infetti dipende dal metodo con cui vengono fatti i tamponi, da come sono considerati gli asintomatici e da come sono registrati i guariti, registrare un decesso da Covid è meno affetto da incertezze.
Per questo motivo la letalità grezza in Italia ha subito una variazione di oltre un ordine di grandezza: all' inizionnon si conosceva il reale numero di infetti (e questo numero è incerto anche adesso). Nella prima ondata i tamponi venivano fatti ai sintomatici gravi e la letalità grezza superava il 15% . Man mano che la situazione è migliorata e i test sono diventati più disponibili e frequenti la letalità grezza è scesa sotto l'1% per poi, con la nuova ondata, risalire e stabilizzarsi da novembre intorno al 3,5%.
Se assumiamo che il valore reale della letalità sia una costante intorno all'1% che è un valore comunemente accettato il numero dei decessi può quindi essere usato per dedurre il numero degli infetti.
Sotto si vede l'andamento dei decessi nei mesi che sono seguiti al picco della prima ondata, L'asse verticale è in scala logaritmica, pertanto l'andamento esponenziale è rappresentato da una linea retta. Per i dettagli vedere qui.

Una funzione esponenziale decrescente è caratterizzata dal tempo di dimezzamento, il tempo occorrente perchè essa si riduca alla metà. L'uscita dell'Italia dalla prima ondata è caratterizzata da T1/2 = 16 gg. Nell'attuale fase di uscita dalla seconda ondata i dati sono completamente diversi e non compatibili con tale T1/2. Se seguiamo l'evoluzione dei decessi giornalieri su un periodo di 20 giorni che spostiamo osserviamo questo
il 23/2/21 T1/2 = 47 giorni
il 24/2/21 T1/2 = 69 giorni
il 3/3/21 T1/2 = 194 giorni
il 7/3/21 T1/2 = 68 giorni

A questo punto l'esponenziale diviene crescente e abbiamo un tempo di raddoppio invece che di dimezzamento
il 15/3/21 T2 = 58 giorni
il 26/3/21 T2 = 28 giorni

Si noterà che da un giorno all'altro il tempo di dimezzamento fluttua sensibilmente ma ha tendenza a crescere nel tempo. Già in febbraio T1/2 era assai maggiore dei 16 gg osservati nella prima ondata. Addirittura da metà marzo non si può più parlare di tempo di dimezzamento ma di tempo di raddoppio. Significa quindi che siamo in regime di crescita esponenziale. Tutto questo perché stiamo gestendo molto peggio della prima questa seconda fase dell'epidemia, con delle misure di contenimento del tutto inefficaci rispetto a quelle di un anno fa. Inoltre, per quel che si è detto sopra, l'andamento dei contagi segue fedelmente quello dei decessi, quindi il problema non è solo quello (come qualcuno pensa) di qualche centinaio di anziani che ogni giorno se ne vanno. Abbiamo decine di migliaia di nuovi casi ogni giorno, con l'opportunità per il virus di mutare continuamente, e centinaia di nuovi morti ogni giorno.
Qui sotto possiamo vedere invece quello che è avvenuto nel Regno Unito con l'andamento dei decessi nei 40 giorni precedenti il 30/3/2021 e poi nei 50 giorni precedenti il 13/4/2021.


I dati sono tratti da coronavirus.data.gov.uk.
Si vede come sull'arco di 50 giorni la discesa continui ad essere una perfetta esponenziale con T1/2 = 11,5 giorni. Rispetto al 30 marzo T1/2 è leggermente cresciuto ma questo non deve preoccuparci. Dal 18 febbraio (giorno 415) al 13 aprile il calo è di oltre un fattore 30. Cosa se ne deduce?
Innanzitutto, se andiamo a guardare le misure di lockdown prese dal Regno Unito nei mesi passati, esse sono molto più severe delle nostre: divieto di viaggi all'estero, bar, pub e ristoranti chiusi, negozi chiusi e scuole chiuse. Sono misure molto simili a quelle che abbiamo applicato in Italia nella prima ondata. Quindi non c'è da stupirsi che i decessi (e gli infetti) diminuissero già a metà febbraio a un tasso paragonabile a quello dell'Italia all'uscita dalla prima ondata. Oltre che all'effetto delle misure di lockdown è lecito pensare che la diminuzione dei decessi sia anche dovuto alla campagna di vaccinazione che nel Regno Unito ha già somministrato (al 19 aprile 2021) almeno una dose a oltre 33 milioni di abitanti. Dato che una parte considerevole di ultraottantenni (un terzo) aveva ricevuto almeno la prima dose alla data del 10 gennaio, e dato che il 60% dei decessi per Covid avviene in questa fascia di età, l'effetto del vaccino dovrebbe manifestarsi anche a livello dei dati complessivi. Un primo studio in proposito è stato fatto dal Guardian e potete trovarlo qui.
Il risultato del Guardian è promettente perchè mette in evidenza un calo molto maggiore nei decessi fra gli ultraottantenni (-83%) che nelle fasce di età 65-79 (-74%) e 20-64 (-56%). Quando il Guardian ha pubblicato lo studio era chiaro che non tutto il calo poteva essere dovuto al vaccino dato il numero ancora limitato di persone vaccinate considerate nello studio (che erano quelle alla data del 10 gennaio). Il grosso dell'effetto doveva essere ancora il lockdown. Tuttavia oggi pare chiaro che le vaccinazioni stiano dando il loro contributo alla riduzione dei decessi.
Good Luck!
20/4/2021