Giovanni Carboni WeBLog

Benvenuti alla pagina sul COVID del WeBlog

 

Questo sito è nato come WeBlog personale e viene regolarmente aggiornato (tempo permettendo). Questo è l'aggiornamento al 10/8/23.

Passata anche la XI ondata

Infetti, decessi, letalità e vaccini

Nel mese di luglio si è registrato il minimo numero di morti giornalieri da Covid di tutta l'epidemia. Come si vede nel grafico sottostante in ben 7 giorni si è registrato un solo decesso. Purtroppo però non si è mai avuto un giorno con ZERO decessi, e adesso il numero ha ripreso a crescere.

ultimi dec

I grafici sotto mostrano invece l'andamento temporale della letalità grezza media (essenzialmente rapporto fra nuovi deceduti e nuovi casi) in due periodi temporali. In blu il numero di decessi predetti sulla base del numero di infetti calcolato (vedi qui). La curva degli infetti è stata traslata in avanti di un tempo compreso fra 10 e 13 giorni a seconda della regione e moltiplicata per la letalità grezza ε (eps). Per ragioni storiche la curva blu è calcolata con la letalità grezza ε = 2,4%, quella relativa alla II, III e IV ondata dell'epidemia (sostanzialmente fine 2020 - giugno 2021). I quadratini rossi sono i nuovi deceduti giornalieri (Media Mobile).  I risultati per tutte le regioni li trovate qui.  Al passare del tempo il numero di morti è sceso progressivamente al disotto della curva blu, fino a stabilizzarsi da fine gennaio 2022 a un valore che è un decimo di quello predetto (nel grafico il calo è evidenziato dalla doppia freccia x10). Questo significa che la letalità  è rimasta per lungo tempo stabile a un decimo del valore di riferimento, ossia circa allo 0,24%Si noti che nella prima fase dell'epidemia nel 2020 per avere lo stesso accordo occorreva ε = 15,5%, semplicemente perché gli infetti erano grossolanamente sottostimati. 

 

Questo valore di letalità si è mantenuto abbastanza costante per tutto il 2022 . Recentemente, si può notare sia nel grafico di sinistra (che va fino a febbraio 2023) che in quello di destra (fino al 10 agosto 2023) come la distanza fra la curva blu e i quadratini rossi sia diminuita e indicando come la letalità sia in lieve crescita: la doppia freccia x6 indica che  in febbraio scorso eravamo risaliti a 6 volte al di sotto del valore di riferimento, ossia intorno a ε = 0,4%.

La crescita è continuata e adesso siamo solo 3 volte (doppia freccia nel grafico di destra) al di sotto ovvero intorno a  ε = 0,8%

 
Questa crescita di letalità potrebbe essere solo apparente, legata al fatto che sia i contagi che i decessi sono in rapida discesa: in tal caso il ritardo fra le due curve giuoca un ruolo più importante che in una situazione stazionaria. E' anche possibile che meno persone infette facciano un tampone se hanno sintomi poco gravi. 

 

Confronto tra decessi predetti in base al numero di nuovi casi giornalieri (in blu) e decessi effettivamente osservati (in rosso), in due periodi temporali di circa 10 mesi. ε = 0,024 rappresenta la letalità grezza con cui è costruita la curva blu. Se i decessi si trovano al di sotto della curva blu significa che la letalità effettiva è inferiore al 2,4%. Le doppie freccie rappresentano un  fattore 10, 6 e 3: la letalità odierna è quindi 1/3 del 2,4%. La presenza di un picco simultaneo  nei decessi predetti e osservati definisce un'ondata. Sono indicate le ondate dalla VII alla XI.  Non tutte le regioni hanno lo stesso numero di ondate e non tutte hanno picchi contemporanei.

 tailreg 00 .14.02.2023       tailreg 00 .15.08.2023

La riduzione della letalità della variante delta grazie ai vaccini

Vai alla pagina


3567 morti - 20 al giorno

negli ultimi 6 mesi (10  febbraio  2023 - 10 agosto 2023) 

 

Morti Covid per milione di abitanti nel periodo  15/6/22 - 15/12/22 (6 mesi)

(fonti: morti Worldometer, popolazione Eurostat 2020)

Regno Unito

 279

Germania  234
Svezia  218
Spagna   197
Francia  168
Italia  259 

 

Morti Covid per milione di abitanti nel periodo  10/8/22 - 10/2/23 (6 mesi)

In rosso gli aumenti, in verde i cali

(notare la crescita della Svezia)

 

Regno Unito

 290

Germania  257
Svezia  374
Spagna   159
Francia  173
Italia  230

 

Morti Covid per milione di abitanti nel periodo  10/2/23 - 10/8/23 (6 mesi)

In rosso gli aumenti, in verde i cali

(notare la crescita del Regno Unito e il valore doppio della Svezia rispetto a Italia, Francia e Spagna)

 

Regno Unito

 343

Germania  91
Svezia  115
Spagna   59
Francia  46
Italia  59

 

 

Andamento dei decessi negli ultimi 20 giorni

L'andamento dei decessi giornalieri è altalenante, ma con notevoli oscillazioni giornaliere. Al momento è sostanzialmente costamte.  Il valor medio dei decessi giornalieri è intormo a 6, con una sensibile decrescita rispetto al  40 di 6 mesi fa. La scala dei grafici è adesso lineare perché con molte regioni che mostrano zeri la scala logaritmica non si adatta bene. Il picco al giorno 1316 (8 agosto)  è principalmente dovuto alla Toscana e si tratta presumibilmente di un registrazione tardiva di morti pregresse.  

 


Per le singole regioni vedi qui.

 

Per quanto riguarda i nuovi contagi abbiamo l'indice Rt ≈ 1 in tutte le regioni, in genere in decrescita. Non ci sono differenze sistematiche fra nord, centro, sud e isole.

 I dati degli attualmente positivi continuano a sollevare perplessità perché troppo variabili da regione a regione e non in relazione col numero di abitanti e nemmeno con quello dei nuovi casi.  Il modo in cui ogni regione calcola il numero di attualmente infetti lascia molti dubbi  e questi sbalzi mostrano che  spesso è una grandezza totalmente inaffidabile (si veda una  breve discussione qui).

 Cosa ci insegnava il Regno Unito

Luci e ombre

Dal 25 maggio i decessi nel Regno Unito hanno cominciato a risalire seguendo una curva esponenziale crescente (linea rossa nel grafico), con un tempo di raddoppio  intorno a 15-16 giorni. Prima di quella data i decessi decrescevano in maniera esponenziale, prima molto rapida (tempo di dimezzamento circa 12 giorni), successivamente, dai primi di aprile, più lenta (tempo di dimezzamento circa 20 giorni). La crescita esponenziale dei decessi ha considerevolmente rallentato all'inizio di agosto (giorno 580) per poi decrescere lentamente.

Il grafico sotto mostra l'andamento dei decessi giornalieri da fine marzo 2021. Si nota che da quando i decessi hanno smesso di crescere esponenzialmente (inizio agosto 2021)  hanno oscillato fra 100 e poco più di 200 al giorno. A questa situazione fa spesso riferimento il professor Crisanti quando parla di equilibrio.  Tuttavia, ammesso che un equilibrio esista di fatto, questo non è facilmente spiegabile dato che servirebbe un meccanismo di retroreazione per mantenerlo e non è chiaro come questo funzionerebbe. 

 

nuovidec4 uk.19.01.2022

E'  molto istruttivo analizzare i dati inglesi nello stesso modo che abbiamo utilizzato (vedi sopra) per quelli italiani studiando la correlazione fra decessi osservati e decessi predetti sulla base dei nuovi casi.

I due grafici sotto ci mostrano, in due periodi diversi, l'andamento dei decessi giornalieri (in rosso) mentre il numero di decessi previsto è mostrato in blu. La previsione è fatta assumendo a) una letalità uguale a quella italiana ossia del 2,4% e b) un ritardo fra nuovi positivi e decessi di 8 giorni (nel caso italiano il ritardo è 12 giorni). Il grafico a sinistra mostra che con questi valori mostrano c'è un buon accordo fra i decessi registrati e la previsione nella zona del picco  della III ondata che si situa nella seconda metà di gennaio. Col passare dei giorni vediamo che i morti osservati diventano sempre meno di quelli previsti: al 15 marzo (giorno 440) i punti rossi sono intorno a 90 mentre la curva blu prevede 180: la letalità va quindi calando e questo è un chiaro effetto del vaccino, effetto che nell'analogo grafico per l'Italia è molto meno evidente a causa della più lenta campagna vaccinale italiana (vedi la discussione sopra). 

Intorno al giorno 500 (14 maggio) i nuovi casi giornalieri smettono di decrescere e dopo poco iniziano a risalire. Il motivo principale è la variante delta.  Ovviamente anche i decessi predetti  risalgono a così fanno i decessi osservati, ma questi ormai sono un decimo di quelli predetti calcolati sulla base della letalità ε = 2,4%, attestandosi quindi intorno allo 0,24% (vedi la doppia freccia viola nel grafico a sinistra che indica una variazione di 10 volte). 

Nel grafico a destra si può seguire l'andamento delle due curve fino a metà gennaio 2022. Dopo un picco nella curva blu ai primi di agosto, seguito da una lieve decrescita dei nuovi infetti, si nota nel grafico a destra che il divario fra decessi predetti e osservati oscilla fra 6 e 10 fino alla fine di novembre 2021. Di  conseguenza la letalità pare quindi oscillare fra lo 0,4% e lo 0,24%.  

Dalla fine di novembre 2021 ad oggi la risalita dei contagi dovuti alla variante omicron è stata accompagnata da una risalita dei decessi. Tuttavia il divario fra decessi predetti e osservati è ancora cresciuto come mostra la doppia freccia nera che corrisponde a  una variazione di 15 volte.  Questa corrisponde a una letalità  di appena lo 0,16%. Si conferma quindi quanto osservato in Italia, con l'importante differenza che nel Regno Unito la variante omicron è arrivata in una situazione di contagi — e decessi — sostanzialmente stabile da 5 mesi, mentre da noi contagi e decessi erano in crescita esponenziale. La migliore  letalità UK è presumibilmente dovuta a fattori demografici (vedi sotto; in Italia siamo più vecchi).

tailreg uk .19.08.2021       tailreg uk .19.01.2022

La riduzione della letalità, fra un fattore 10 e 6, si può interpretare alla luce degli ultimi risultati pubblicati dalla sanità inglese (PHE, Public Health England), reperibili qui (Technical Briefing 22) come un effetto delle delle vaccinazioni combinato col fatto che la letalità varia enormemente con l'età.

Il Technical Briefing 22 mostra nella Tabella 5 i dati raccolti su 492.528 malati della variante Delta. Di questi 219.716 sono non vaccinati mentre 272.812 hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e 113.823 hanno ricevuto due dosi da almeno 14 giorni (penultima colonna). I decessi in questo campione sono 1.798, di cui: 154  sotto i 50 anni (55 vaccinati, 37 vaccinati con 2 dosi e 99 non vaccinati) e 1.644  età  ≥50 anni (1207 vaccinati, 1054 vaccinati con 2 dosi, 437 non vaccinati). Calcolando la letalità grezza come rapporto fra decessi e infetti in ogni categoria otteniamo la seguente tabella

 Letalità grezza (decessi/infetti). I decessi devono essere avvenuti entro 28 gg dalla data del tampone positivo.  

Variante Delta 

Letalità vaccinati 1 o 2 dosi Letalità vaccinati 2 dosi Letalità non vaccinati Letalità totale
Età < 50   2,65 10-4 5,93 10-4  4,65 10-4  3,66 10-4
 Età ≥ 50  1,87 10-2 2,05 10-2 6,50 10-2  2,31 10-2

 

Sotto la tabella aggiornata in base al Technical Briefing 23

Variante Delta 

Letalità vaccinati 1 o 2 dosi Letalità vaccinati 2 dosi Letalità non vaccinati Letalità totale
Età < 50   2,90 10-4 5,62 10-4  5,30 10-4  4,10 10-4
 Età ≥ 50  2,01 10-2 2,17 10-2 6,90 10-2  2,44 10-2

 

La prima cosa che si nota è una variazione della letalità di circa due ordini di grandezza fra le due fasce di età considerate (< 50 e ≥ 50 anni), in maniera all'incirca indipendente dalla situazone vaccinale. Questo  suggerisce che variazioni relativamente modeste nella struttura demografica degli infetti possano ripercuotersi amplificate sulla letalità media della popolazione. Questi cambiamenti nella struttura demografica sono indotti dal vaccino. Dato che, grazie alla vaccinazione degli anziani, attualmente i contagiati sono in prevalenza giovani con letalità estremamente bassa, la riduzione osservata non deve sorprendere, come pure il divario che esiste fra la letalità di regioni o paesi diversi. 

Le tabelle mostrano poi un apparente paradosso fra i minori di 50: la letalità fra i vaccinati con due dosi è maggiore che per i non vaccinati. Questa anomalia si è ridotta con il Technical Briefing 23 e potrebbe semplicemente essere spiegata con l'errore statistico  legato al piccolo numero di decessi (37 per chi ha avuto due dosi nella prima tabella e 48 nella seconda). Abbiamo chiesto un commento a PHE. Riportiamo la conclusione della loro risposta: 

Additionally, there may be characteristics of those who acquired infection, despite having been vaccinated, which meant this group was particularly vulnerable to severe disease and death, such as old age and co-morbidities.

Stiamo parlando comunque di numeri estremamente piccoli, dell'ordine dello 0,01 % .  La discussione sulla letalità svolta sopra e le sue conclusioni rimangono valide.

 

 

Alla pagina Italia e UK

  

 Perché quello che conta è Rt - 1

Leggi qui

  

Perché la seconda ondata è peggiore della prima

Leggi qui


Calcolatore SIR

 

 


I decessi regione per regione